martedì 8 gennaio 2013

Il mistero rivelato


Le lancette di quell'orologio di un tempo che fu di una vita che non è più,
non si fermano mai, sembra quasi stiano a contare gli ultimi instanti della mia vita.

Vita misera vita stanca fatta di rinunce e povertà, senza nulla, senza ciò che[...]
un'anima debole ed insicura bisogna che abbia.

Quale mente quale essere quale Dio ha mai potuto decretare ciò, perché mai paradosso più crudele e vigliacco si sia accanito contro noi?

Madre senza figlio, figlio senza madre, con un vuoto mai colmato mai riempito mai saziato. Quell'orologio continua inesorabile, a contare.
Quanta viltà, quanta crudeltà, sofferenza, per queste anime sbagliate confuse mal menate da chi mai avrebbe dovuto, avrebbe voluto, come se non bastasse hai voluto che capissimo l'errore, la condanna di sapere di vedere di sentire quell'affetto quel legame che ci ha fatto ricordare che ci ha fatto incontrare e ci ha fatto abbracciare.

Il mio cuore, la mia anima vengono meno perché hanno veduto hanno capito che l'incastro, l'affetto più normale più complesso più profondo più vero sei tu mamma. Sei tu donna del mistero dell'incognito più profondo del mio cuore più trafitto.
Sei tu colei che mai ha partorito che mai doglie ha conosciuto ma tanta sofferenza ha patito e tanto ha sofferto per il suo amore per il figlio mai avuto.

Mai cullato mai baciato, le cui lacrime hai mai asciugato le cui paure
hai mai fugato.
Quanti amori non hai vissuto di quel figlio sconosciuto, dolce madre mai sentita, sorriso mai felice mai completo per quel figlio mai tenuto.
E quell'orologio d'improvviso non va più, come se il tempo e l'universo abbia smesso di andare di vivere, il giorno in cui il destino ci ha fatto incontrare capire e sapere.

Sapere che noi due, mai visti alieni estranei in questa realtà,
ma uniti per sempre nell'aldilà.
Mamma è con tutto il cuore che mi rimane che ti dico, non mi lasciare. Perché sappi che noi due ci ritroveremo sempre nonostante tutto!

6 commenti:

  1. Si sente che queta trattazione così intensa e commovente, è scritta dalle mani di Vito, il nostro Legolas nazionale!
    Perchè è tenera , disperata, amorevole , struggente come sempre o almeno , la maggioranza dei suoi scritti.
    Bravo , scritto come si suol dire "di pancia", con tutti gli effetti collaterali, pronti a prizzare via da ogni dove!
    Bacione , caro amico mio!

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  2. Quello che non sai Caramella mia è che Vito è arrivato secondo al concorso letterario ANPAI-BACHERONTIUS del 2011, con questo componimento, dedicandolo a me. La tengo nel cuore questa poesia alla madre. Vi abbraccio tutti.

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  3. ...un inno all'amore che soltanto una madre può concepire, sentire e condividere...non sono una donna, ma percepisco l'essenza del testo...grazie Vito...

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  4. I tuoi apprezzamenti , Nella, sono sempre troppo benevoli...grazie di cuore!
    Sergio, il tuo parere ormai inutile celarlo, l'aspetto con ansia ed anche un certo patema d'animo.
    Ti sono grato per la tua presenza, amico caro.
    A Galadriel che dire... lunga vita e prosperita' a tutti voi!

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  5. che dire?.... han detto tutto gli altri/e con splendidi apprezzamenti che condivido.... Gala,comprendo la tua soddisfazione e gioia Bellissima ... grazie Vito...!

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  6. Alessandra posso solo ringraziare ognuno di voi, che con la vostra presenza riuscite a colmare la mancanza di ciò che non mi e più dato di avere. Quindi non mi devi ringraziare, sono io che ringrazio ognuno di voi!
    Vita lunga e prospera anche a te, con tutto il cuore che mi rimane.

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