giovedì 9 maggio 2013

Scherzo azzurro

Questa è una storia seria, uno scherzo cattivo, fatto con un nastro azzurro a persone che non ci sono più. Quindi posso raccontarlo.

Una ragazzetta poco più che quindicenne, si divertiva a raccogliere tutti nastri con cui si legava e si abbelliva la confezione della biancheria del corredo. Nastri gialli, rosa, azzurri che raccoglieva in una scatola per conservali da infiocchettare la culla del suo primo bambino.
Alla sera, seguiva la mamma da una sua amica a fare chiacchiere, ma lei cuciva il suo corredino per quando si sarebbe sposata e avrebbe fatto tanti figli. La mamma e l'amica e le altre, chiacchieravano di tutto e di tutti
"Ma lo sai che la tale ha partorito un maschio!" - dice una signora.
"E chi sarà il padre ? Il marito o l'amante?" -risponde l'altra.
"Ma sicuramente l'amante che la tampina tutte le sere quando il marito lavora" -risponde allegramente l'amica che ne era, a sentir lei, sicurissima.
"Ci vorrebbe un bel nastro azzurro da appendere al cancello dell'amante!" -azzarda la piu peperina. "Ma dai, non si fa, e poi dove lo troviamo un nastro azzurro alle undici di sera?" - dice la più seriosa che malignamente lo avrebbe voluto fare.
" Io! Ce l'ho io" dice la ragazzotta intenta a ricamare, che di quello che si era detto aveva sentito solo nastro azzurro.
" Ma va? Corri a casa a prenderlo"- disse la mamma.
Lei corse a prendere quel bel nastro che avrebbe dato tanto dolore ad una persona che di colpe non ne aveva.
Ma lo scherzo si sà è crudele, per  qualcuno che si diverte qualcun'altro soffre. Ottenuto il nastro, complice il buio della notte, appesero quel nastro azzurro proprio davanti alla cassetta della posta, sarebbe stato così visibile solo dalla strada.
La ragazzotta quella notte non dormì, pensò a tutto lo svolgersi degli eventi all'alzata del sole. Da quella strada ci passava tutto il paese che andava al lavoro e ci sarebbe stato un bel vociare. Così fu e il vociare divenne un tam tam che attraversò tutto il paese. L'amante inferocito come un toro, sgangherò con quattro calci il cancello e lo buttò giù.( stette senza cancello per il resto della sua vita). La moglie dell'amante non uscì di casa per mesi e fu l'enica a soffrirne senza colpa.
Il figlio nato era di suo padre, ma assomigliava tutto all'amante. La ragazzetta si portò, per tutta la vita, il peso del rimorso d'aver procurato quel nastro.

PS. Nella culla delle chiacchiere, frequentato dalle bocche larghe e linguacce lunghe, si conservò per decenni il segreto di questo scherzo. Ancora oggi c'è chi pagherebbe per sapere chi fu quella mano che appese quel nastro azzurro.

6 commenti:

  1. Io pensavo fossero cattivi i miei di scherzi, ma questo.....cattivo e...bellissimo!!!

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  2. Scherzetto pesantuccio alquanto...ma dipende sempre dal nostro grado di digestione!!!!!!:::)))

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  3. Oddio non so che dire, pagato a caro presso direi. Brrrrrr

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  4. si ..cattivo molto cattivo..puó rovinare una vita....non ho mai fatto scherzi ne ricevuti non mi sono mai piaciuti.scusami Gala..se dovevo spiegarmi con qualcuno facevo a botte...

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  5. ...storia, non da cronaca rosa, ma nera! Ma consoliamoci: la storia ci riporta fatti ben più neri di questo. E guarda caso, Lei non manca mai! La più eclatante che mi viene in mente è Elena di Troia. Questa bella peperina ne ha lasciati di strascichi tristi e dolorosi. Cosa non si farebbe in una diatriba amorosa!...grazie Katya, un bel racconto pepato...e la mortal noia fu sepolta per amore...

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