giovedì 7 febbraio 2013

LE MIE TERRE LONTANE....

Mamma mia!
Come corre il tempo... sono già trascorsi 15 anni, da quel giorno in cui un altro tassello si univa all’enorme quadro che compone la mia vita.
Avevo circa 23anni ed ero  una ragazza, che come tante, stava cercando di superare il periodo dell’adolescenza tra alti e bassi!!!
Ma bastava, stare in compagnia di amici e divertirmi che tutto si dissolveva.
Era una domenica pomeriggio, quando la malinconia si fece sentire. Salii in sella al mio bolide: un Ciao Bianco, così girai senza meta, tra questi paesini di Brianza.
Godevo di quell’aria pungente che mi accarezzava il viso di una primavera ancora incerta, il cielo era limpido e pulito, tanto da intravedere in lontananza il mantello di neve che era rimasto sulle cime di quelle montagne maestose!!
Tornai a casa, e in quell’istante ricevetti una chiamata da un’amica, era felice perché un suo caro amico era tornato dall’Ecuador e rimanendo per pochi giorni in Italia voleva salutarlo, e quindi carinamente mi invitò.
ACCETTAI...
Quella sera, conobbi Luigi: ci raccontò della sua esperienza e mentre parlava i suoi occhi brillavano.
Passai una notte insonne, stavo meditando sul fatto che, forse forse, partire potesse essermi d’aiuto, per cambiare aria o forse un modo per fuggire da tutto e da tutti.
Detto, fatto! Erano trascorse 6 settimane, il tempo per organizzarmi al lavoro, prenotare il biglietto ecc.
WOW... ora mi trovavo tra distese di nuvole bianche, dal basso spuntavano le vette più alte del mondo, una vista SUBLIME!
Sii, stavo volando in direzione ECUADOR!!! L’aereo cominciò a scendere di quota e MAMMA MIA credevo stessimo atterrando sui tetti delle case...
questa è la sensazione che si prova planando sulla capitale: QUITO!
Una volta sbarcati la mia destinazione era SALINAS DE GUARANDA in una missione gestita da P. Antonio. Da Quito distava circa 90 km ma considerato il mezzo e la strada, ci vollero quattro ore abbondanti per arrivarci.
Mentre si procedeva, la salita si fece più ripida, per poi raggiungere i 3500 mt.
Quello che si presentò davanti a me, una volta scesa dal bus, era un paesino sperduto, circondato da colline e freddo! (QUANTO FREDDO HO PATITO)
Arrivata nella missione, ebbi il piacere di conoscere P. Antonio, all’apparenza burbero, in seguito riscoprii quale persona SPLENDIDA fosse, per le cose che successivamente ebbi modo di vedere.
Chiesi a lui in cosa potevo essere utile, e P. Antonio in modo schietto mi rispose:”GUARDATI IN GIRO TU...” rimasi di stucco! Il cervello iniziò a macchinare.... lo spagnolo non lo conoscevo (ma questo era il meno), cucinare men che meno! Non sapevo cosa fare.

La mattina seguente, mi armai di CORAGGIO e da sola perlustrai questo posto, scoprendo che SALINAS aveva questo nome, per via del sale che ricavavano dalle sue cave; Salinas viveva del suo artigianato in cui gran parte della popolazione partecipava al suo sviluppo, tra le varie attività figuravano: decorazione e creazione della ceramica, possedeva un caseificio, raccolta funghi, allevamento trote, fabbrica di torrone e cioccolato, una falegnameria, lavoravano la lana, producevano torroni, marmellate ecc.
Bene, ora serviva solo: FANTASIE E TAAAAANTA BUONA VOLONTÀ!!
Solo in serata riuscii ha parlare con il Padre, era sempre pieno di impegni e il tempo per lui era oro.
Spiegai che (imparando) potevo aiutare in cucina, dedicare del tempo anche ai bambini e aiutare nel laboratorio di ceramica... ovvio che con il trascorrere dei giorni sarei riuscita a valutare meglio dove dirigere le mie risorse, in base alle necessità del paese.
AVEVO TEMPO TRE MESI, QUINDI ... FORZA!!!!
Spesse volte, le difficoltà e la paura di sbagliare o semplicemente di non essere  all’altezza di una situazione si facevano sentire! Ma con il passare dei giorni, queste INSICUREZZE venivano LENITE dall’affetto che questi abitanti mi DONAVANO.
ERANO POVERI, ma loro in questa situazione hanno trovato il modo di essere veramente sereni e di conseguenza riescono a donare GIOIA e condividere quel poco che hanno.
Vivevo in quello sperduto paesino e non potevo non paragonare le serate che trascorrevo con i miei amici in piazza e nei locali, con quelle serate dove i GIOVANI si trovano a parlare e ballare in un piccolo locale vicino alla missione.
ERO CONTENTA perché mi davano la possibilità di condividere i loro spazi, la loro musica, la loro amicizia!

I giorni trascorrevano e tra tanti ebbi anche modo di salire il CHIMBORAZO (mi fermai a 5000mt perché ero scoppiata, l’altitudine si faceva sentire!); vidi ciò che il Niño (pioggia incessante per sei mesi) aveva causato alla costa; ho anche “quasi” rischiato la vita a Quito, solo per quattro sigarette, ciò fa intendere come il valore della vita possa cambiare in base alla realtà in cui si vive.
Un aneddoto simpatico non ve lo posso evitare: una sera ho fatto bere ad un ospite, il caffé che ho preparato con la confezione che mi ero portata da casa, considerando che il loro caffé è praticamente acqua e ne bevono al pari di tre nostre tazzine, immaginate quante me ne ha dette!! Per due giorno sembrava avesse preso un trip.... cosa dire? Questo e tanto altro...
Giunto il momento di partire, la gente FORMIDABILE del posto ha organizzato un pranzo per me, nel loro ristorante ABBRACCIANDOMI CON IL LORO AFFETTO in questo giorno che loro chiamano DESPEDIDA!! (Partenza/addio)
Tornando in Italia la loro MANCANZA si fece sentire, ma poi ho visto che anche tra di noi, può esserci bisogno d’aiuto, il nostro vicino, un nostro parente... lo so!!!!
MA CREDETEMI, CERTE ESPERIENZE COSÌ FORTI AIUTANO!!!
Per affrontare meglio le piccolezze, che tutt’ora, io ha volte, trovo difficili da superare.
CON QUESTO... SPERO NON VI ABBIA ANNOIATO, MA AVEVO PIACERE CONDIVIDERE UN RITAGLIO DELLA MIA ESPERIENZA!!

10 commenti:

  1. Ale che meraviglia..
    Vivere appieno il mondo, conoscendo le diverse abitudini in posti nuovi, ma soprattutto facendo del bene...
    Standing ovation amica cara!

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    1. grazie....nella! confortante come sempre!

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  2. Annoiato? Arricchiti semmai...leggendoti molti problemi o pseudo tali sembrano svaniti nel nulla , almeno per un po'. Senza ombra di dubbio una preziosità, una rarità la tua esperienza...grazie mitica ed unica Ale.

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    1. GRAZIE LEGO!E SEMPRE UN ONORE RICEVERE COMPLIMENTI DA PERSONE COME..VOI! BUONA GIORNATA..♫♪

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  3. brava ALE, sono esperienze meravigliose, buon bagaglio di vita..auguri

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  4. ...esperienze che insegnano molto nella vita...fare con amore qualcosa per gli altri senza chiedere nulla in cambio, è sentirsi gratificati nello spirito e nell'anima...vivere abbracciando ogni giorno un essere del mondo è riceverlo tutto in un sol abbraccio... e l'emozione resta per sempre figlia del tempo: ama oggi per essere amata domani...se il tuo respiro si è fermato a 5.000 metri, non il tuo cuore, che ancora batte nell'eco dei tuoi ricordi...grazie Ale, per avermi fatto salire così in alto....

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  5. Splendido post e splendida avventura! Carissima Ale la tua esperienza arrichisce il mio sapere! Questo è lo scopo di questo blog! Arricchirci uno con l'altro delle proprie esperienza di vita vissuta. Grazie ancora un abbraccio.

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  6. Cara Ale hai un cuore grande e la tua esperienza mi ha commosso!!! La cosa + bella è fare del bene agli altri!!! Sei una donna da imitare!!! Hai risvegliato la crocerossina che c'è in me!!! Sono felice di essere in questo gruppo perchè sto conoscendo delle persone meravigliose!! Un caro abbraccio

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  7. Questi sono i veri viaggi: lontani da strutture turistiche e a contatto con le realtà locali. Complimenti Ale: non è da tutti decidere di fare un viaggio simile in quattro e quattr'otto come hai fatto tu. E complimenti anche per le motivazioni del viaggio.

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    1. buona sera..Alfio! credo che ogniuno di noi, anche nel suo piccolo, faccia cose straordinarie, anche senza andare lontano...:-)) però ho apprezzato il suo commento...tanto..
      GRAZIE! e benvenuto in questo misterioso e affettuoso..BLOG!

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