venerdì 8 febbraio 2013

TRILOGIA DEL CUORE

28/09/2012
Il mio cuore è come un'immensa prateria solcata da fiumi di molteplici malinconie.
Non so darmi pace di certi dolori, di sconfitte di battaglie non combattute, di vuoti mai colmati, di sensi di fallimento, di rancori non sopiti, di rabbie mai sfogate completamente.
Sono fiumi perennemente in piena, le cui urla sono soffocate dal loro stesso rumoreggiare, da vortici e correnti, da cascate improvvise, da insolite tortuosità.

30/09/2012
Ci sono istanti nella quotidianità in cui il nostro io ha la certezza di aver toccato il fondo e la sicurezza di non riuscire a risalire.[...]

Annaspare è la sensazione più vera, sbanattare, sciagattare, o meglio smuovere acqua senza per altro rimanere a galla; e non solo, in questo ribollire di schiuma non avanzi di un centimetro. Può venirti in aiuto la parte di te che non rinuncia a sognare: la zona delle illusioni, il centrocampo della fantasia, il giardino della speranza (forse in coma); l'unico problema rimane il mare di merda in cui devi nuotare e di cui sopportare il puzzo che esaurisce la tua carica energetica.

01/10/2012
E quando poi non riesci a prendere sonno guardi il soffitto della tua stanza e rimugini, e più rimugini e meno sonno hai. Da fuori giungono le voci della varia umanità che si affolla al pub: chiacchiere, risa, voci dai toni diversi che si intrecciano in un mare di vite a me estranee e di cui vorrei essere partecipe. Un libro giace sul cuscino accanto a me ma non ho voglia di leggere, cosa vorrei? Non trovarmi qui e non essere costretta a pensare che per ora da qui non me ne posso andare. Non un andare definitivo, ma il semplice staccare, quella frazione di tempo che ti permette di allontanare da te stessa il morboso stillicidio del quotidiano pensare, l'assedio dei luoghi e degli oggetti familiari che sono parte di noi e da cui non si può scappare, ma dai quali almeno si può evadere, anche se per poco, come si evade da una prigione, come si sfugge ad un carnefice, quel tanto che basta per respirare aria nuova, il profumo di una nicchia di libertà a cui ti aggrappi e che ti dà la forza di andare avanti.

5 commenti:

  1. Giuste riflessioni, Silvietta...le facciamo, più o meno tutti , ma alla fin fine?
    Ritorniamo nel nostro ingorgo , nella nostra quotidianità, nella nostra abitudine, che poi a vederla da una angolazione ottimistica , è quella che ti dà sicurezza.
    Continueremo a remare , a galleggiare e a riprendere il respiro.
    In una parola continueremo a vivere, se Dio vorrà!

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    1. Ciao mia dolce caramella...chi mai può dirlo poi! Vedere tutto da un'altra angolazione, da un'altra prospettiva...la realtà questa è e tale rimane piccola caramellina mia, siamo noi tutti Figli di un dio minore che se non ci si aiuta prima o poi si muore.
      Un bacissimo immenso mia adorata caramella!

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  2. Remiamo, galleggiamo ma almeno su una zattera o un mezzo anfibio, che ne pensi?

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    1. Penso che a volte non ce la si fà! Penso altresi he forse cosi che deve andare...magari in un'altra vita, chissà...intanto mia adorata Silviuccia lasciati abbracciar

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  3. Ciao cara Silvia!! Avevo scritto il commento ed è sparito!!!:)))Sono momenti che viviamo tutti...grazie alla fantasia fuggiamo e ci nascondiamo nelle nostre nuvolette adorate...e sogniamo!! Ritorniamo alla realtà e diventiamo + forti perché la vita è una continua lotta!! E' perseveranza e temperanza!!! Dipingiti una zattera gigante e fuggi ogni volta che vuoi!!! Sei brava e forte....grazie....
    un caro abbraccio

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