domenica 10 marzo 2013

le ultime ore


Ricevo, alle undici di sera, una telefonata dall'ospedale. Non c'erano ancora , nel 1989, i cellulari a portata di tutti come ora e mia madre faticò per poter arrivare ad un apparecchio per dirmi:"corri tuo padre sta morendo!"Non avrei mai voluto perdermi l'ultimo saluto a mio padre. Avevo ancora cose da dirgli, volevo raccontargli come sarebbe stato bello andare nel suo altrove, volevo raccontargli la verità glielo avevo promesso:"Quando ti rimarrà poco tempo da vivere te lo dirò, promesso!". Corsi in ospedale e lo trovai in uno stato d'agitazione e di incoscienza. Chiamai i medici e mi dissero che era iniziata la fine, questione di due o tre ore. Gli feci staccare le flebo, la trasfusione, e tutti i fili che gli pendevano dal letto, lo liberai da quei “legacci” che lo inchiodavano tutta la giornata a letto da quasi un anno. Gli presi una mano, finalmente libera dall'ago, e iniziai a cantargli una nenia. Si calmò e un respiro lieve lieve mi indicava che ancora era con me. Gli parlai, vicino al suo orecchio sinistro, di quella volta che lui.....e quando io tornai da …..e quando mi disse che....beh io invece pensai che.....e gli dissi "Ti perdono papà per non esserci stato, ti perdono per non avermi accarezzato, ti perdono per non essere stato......ti voglio bene papà e ti ho sempre amato ma non mi mancherai ... ". Poi all'orecchio destro gli sussurrai di quanto fosse bello l'altrove e di come sarebbe stato bene senza dolore, senza peso, senza corpo. Leggero come una farfalla avrebbe volato per la stanza ..e ancora "papà guarda la luce segui la luce e ti porterà a casa, non opporti lasciati andare, vai... vai.. vai via... vola...."Erano passate ore e alle 4 del mattino, mentre ancora sussurravo a quell'orecchio, mio padre smise di respirare; lo guardai mentre i suoi occhi guardavo dritti nei miei e il suo volto si increspava in un sorriso. Mio padre mi aveva salutata ed ero serena. Questo ricordo lo porto nel cuore come una cosa rara e lo ritengo il momento più intenso che ho vissuto con mio padre.

10 commenti:

  1. PENSA UN PO'..questo tuo pensiero era stato il primo ha rapire la mia attenzione verso il tuo blog! e tutt'ora con piacere e brivido...lo sto rileggendo! ciao ANIMA BELLA...come direbbe la nostra amica alessandra c. ..:-) e grazie di esserci...

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  2. Non ho avuto neppure il piacere di avere questo premio di consolazione in questa ultima straziante disgrazia.
    La lotteria è stata molto severa con me....

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    1. Caramella mia.....mi sento quasi in colpa......TVB.

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  3. E poi arriva la pace, quella che ti viene da dentro, che si spande come il sangue, in ogni dove....

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    1. Sivia....è così..arriva la pace...perchè vedere soffrire una persona è veramente atroce......e speri nella sua pace.
      Un abbraccio.

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  4. Ricordo quando conobbi tuo padre,mi pare fosse il 1963, ero ancora un ragazzino, gli feci da cicerone ( per quanto potessi e sapessi fare a quell'età ) agli scavi di Ostia. Mi piacque subito, forse perchè affascinato da quel dialetto romagnolo che sentivo spesso da mio padre. Forse è anche merito suo se sono legatissimo alla tua terra. Un abbraccio.

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    1. Caro Romolo...ma da quanti anni ci conosciamo? Sono passati così veloci.
      Era simpatico mio padre.....ma assente. Ricambio l'abbraccio.

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  5. Katia ..da brivido questo racconto..mi hai sconvolto e riportato alla memoria il ricordo maledetto di mio padre, morto in ospedale solo con me ,(mia madre coraggio é scappata fuori aspettando la fine) rantolando il nome di sua madre .. avrei tanto voluto abbracciarlo, dargli almeno un bacio fargli sentire che ero li, accanto a lui, ....ma non ci sono riuscita (non lo avevo mai baciato)..tu sei stata splendida, inimitabile..ti adoro!!!

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    1. Alessandra cara....ho fatto quello che la vita mi ha dato l'opportunità di fare...cogliendo la palla al balzo ogni volta che ho potuto...nulla di più.
      Cè chi è meno fortunato...e si deve accettare. Un abbraccio.

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