lunedì 28 gennaio 2013

Disciplinarsi=Amarsi?

Disciplinarsi = Amarsi?
Ci sforziamo di ignorare la sofferenza e pur di riuscirvi ricorriamo talvolta a droghe. Cerchiamo insomma di aggirare i problemi. Questa tendenza ad aggirare o sottrarsi ai problemi e alla sofferenza emotiva ch'essi comportano è alla base primaria di tutte le malattie mentali. Peck sostiene che siccome tutti noi abbiamo tendenza ad eludere i problemi, tutti noi abbiamo qualche turbe psichica. Carl Jung, con conscia eleganza le definì << le nevrosi sono sempre un sostituto della legittima sofferenza>>. Quando siamo affetti da malattie mentali la nostra crescita spirituale si blocca, e se non ci affrettiamo a guarire il nostro spirito a poco a poco si inaridisce.

Cerchiamo dunque di capire con quali mezzi possiamo assicurarci una perfetta salute mentale e spirituale.[...]
Convinciamoci che i problemi vanno affrontati e sopportate le sofferenze che procurano. Lo strumento principale è l'autodisciplina e si suddivide in quattro mezzi: il rinvio della gratificazione, la coscienza delle proprie responsabilità, la consacrazione della verità e l'autocontrollo. Come si vede sono strumenti facili da usare e alla portata di tutti. Il problema non sta nella difficoltà ad usarli ma nella volontà di usarli in quanto essi ci aiutano non a sopprimere la sofferenza ma ad affrontarla. Perciò, dopo aver preso in esame questi strumenti ci occuperemo della volontà di usarli, cioè l'amore.

In breve l'elemento essenziale della psicoterapia e dell'autodisciplina è l'amore. Sembrerà incredibile, ma la voluminosa letteratura occidentale sulla psicoterapia ignora completamente questo fattore. I guru indiani non fanno nessun mistero del fatto che la fonte del loro potere è l'Amore, ma noi occidentali sembriamo imbarazzati da questo argomento.

Peck dice: "Non vi è nulla di abnorme o riprovevole nel fatto che un paziente provi dell'amore per il terapeuta che lo ascolta per ore ed ore, che lo accetta com'è, non lo giudica non lo biasima, che si guarda bene dall'approfittare della sua fiducia e cerca di alleviare le sue sofferenze aiutandolo ad autodisciplinarsi. Il ruolo del buon terapeuta è sopratutto quello del buon genitore e compito del genitore è assistere con amore i figli e avviarli sulla strada dell'indipendenza, e non servirsene per soddisfare i propri bisogni. Se la psicoterapia è vero amore l'amore è psicoterapeutico? Se amiamo sinceramente il nostro sposo, i genitori, i nostri figli, gli amici, dobbiamo esercitare la psicoterapia anche con loro? La mia risposta è : senza alcun dubbio si.

5 commenti:

  1. Amore mio dolce , cara Galadriel...da dove iniziamo?
    Io incomincio a mettere in fila tutti i componenti della casa , e già ne avremo per anni....
    Poi prendo appuntamento con il tuo psichiatra Junghiano o Freudiano poco m'importa , e alla fine dell'avvenura , non avrò tempo di vederne i risultati!
    Tu mi capisci vero? Mi conosci? Ti posso garantire solo che so dare Amore , il che non è poco...quindi sono sulla buona strada!
    Gran bel post!

    RispondiElimina
  2. Che bel post Catia,argomento molto difficile !!!

    RispondiElimina
  3. Amarsi, amarci, amare..questi sono i nostri valori, non serve un terapeuta x capirlo, ora le persone sono molto piú fragili, adorano il superfluo e hanno sempre egoisticamente meno sentimenti.....aspirano solo a un godimento mentale e venale, senza fare sacricifi, alla prima difficoltá vanno in crisi, dovuto anche (secondo me) a una sbagliata educazione, a immagini negative imposte dalla societá e non corrette dalla famiglia, a un lavaggio sfrenato del cervello che li rende facile preda del consumismo. Insomma..una vera desolazione.

    RispondiElimina
  4. ..ciao Katya, il tuo argomento è sì delicato, ma anche forte per la verità che rappresenta e che io condivido...abbraccio...

    RispondiElimina
  5. L'uomo è debole....l'amore è forte......
    Chi non si eleva attraverso la base di questo sentimento è perchè ha paura di se stesso......
    Bellissimo post cara Katya....

    RispondiElimina