lunedì 21 gennaio 2013

Riflessioni intorno alla morte.

Mi scuso per le riflessioni macabre che mi accingo a condividere.

Anni e anni fa mi trovai durante un incidente a rivedere la mia ancora breve vita nello spazio di un secondo, o forse meno. Ricordo che mi passarono davanti tutti i diciassette anni precedenti. E tutto senza preavviso. Ero in vespa, sentii un colpo e mi trovai[...]
un metro davanti all'auto che avevo tamponato. È uno dei ricordi più vividi che ho. Per contro non ricordo nessun dolore nell'impatto, solo al risveglio ho sentito sempre più.

 Poi non ci ho più pensato, la vita è andata avanti, ho corso svariati rischi, ho avuto delle gran paure, a volte mi sono dato dello scemo nella mia incoscienza, altre volte è stato inevitabile.

 Un altro momento di terrore è stato quando, circa vent'anni fa, ad una sosta in parete, durante un'arrampicata al Pizzo, pur avendone combinate di tutti i colori, dopo aver deviato dal conosciuto, essermi inventato una via nuova su una parete di seicento metri, aver fatto metri e metri in libera e senza sicurezze su difficoltà notevoli almeno per me, trovata una cengia piuttosto agevole, mi sono spostato verso sinistra dove intuivo una gola promettente. Però prima di uscire dalla vista del compagno attrezzo una sosta con un chiodo a lama e una fettuccia intorno ad uno spuntone di roccia. Faccio partire Luca e poi mi accorgo che intorno alla base dello spuntone corre tutta una fessura. Potrebbe essere semplicemente un grosso sasso appoggiato. in un attimo realizzo che se Luca fosse volato e avesse portato via lo spuntone nel caso fosse staccato completamente, poi il chiodo da solo non avrebbe tenuto, La mia paura non fu tanto quella di morire, anche nello stesso giorno avevo avuto rischi assai più alti, in fondo era abbastanza improbabile che lo spuntone fosse completamente staccato, inoltre il tratto era molto facile. Però nel caso fossimo andati giù avevamo almeno trecento metri prima di toccare. Un tempo infinito! Mentre nei casi precedenti al massimo mi sarei schiantato dopo pochi metri ai piedi del compagno. Mi sono raccomandato, senza spaventarlo troppo, di stare ben attento. è arrivato da me. Sono ripartito non senza aver rassicurato alcuni nostri amici che avevano fatto una via parallela e ci chiamavano dalla costiera di Capradossa. Giro l'angolo e trovo la sosta della via della gola, bastava un metro in più, poi ancora tre tiri e siamo fuori.

 Me lo sono sognato non so quante volte, in se è un episodio insignificante ma nella mia testa ha un posto in primo piano, all'incirca come l'episodio precedente.

 L'anno scorso, duemila dodici, in giugno andando in giro in bicicletta su una curva a sinistra vedo un ombra che arriva dalla mia destra, un'auto aveva bucato lo stop senza vedermi, mi sento spostare con violenza. Poi più nulla. Mi risveglio pensando: che brutto sogno! Poi man mano che rinvengo mi rendo conto di essere dolorante, avere difficoltà di respirazione, vedo il sangue sotto di me. Eppure al risveglio non sentivo assolutamente nulla, ero convinto di essere nel mio letto. Cinque giorni in terapia intensiva, due mesi di convalescenza e tutto si è risolto.

 Quello che mi è diventato chiaro è che non è difficile morire, è la paura che ci frega. Se mentre ero svenuto fosse passato un tir e mi avesse asfaltato sulla strada io non avrei sentito nulla e sarebbe finito ogni problema.

10 commenti:

  1. Caro Antonio, le tue vicende hanno dell'inverosilmile, ma la vita ci porta anche a questo...
    La paura della morte è insita in ognuno di noi, le tue esperienze ci insegnano che quando l'abbiamo vicina, ci passa a lato senza farci male( nel senso metaforico del termine), ma quando ricordiamo, pensiamo allo scampato pericolo con una sorta di distacco che ci viene dal tempo e dai ricordi.
    Tu hai imparato molto!

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  2. Antonio , io penso e ne son convinta ...(anche sbagliando , come mio solito)) che la paura della morte serva a farti apprezzare di piú le bellezze e i doni della vita....

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  3. Cara Nella, cara Alessandra, non vorrei che foste tratte in inganno, aiutate in questo anche dall'immagine a corredo, dall'idea che volessi semplicemente mostrare chissà quali imprese, mentre si tratta di banali errori o di fortuiti incidenti. Quello che volevo mettere in evidenza è il fatto che la morte, che abbiamo sempre al fianco, non sarebbe poi così terribile, è più il modo che spaventa. E non può assolutamente essere dolorosa, è il prima. In conclusione, parafrasando uno scrittore famoso che mi sfugge, speriamo che la morte ci trovi vivi e faccia in fretta.

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  4. Antonio. nulla da eccepire. La penso esattamnte come te e condivido sopratutto quello che hai messo nel tuo commento in risposta a Nella e Alessandra. Speriamo che ci colga vivi e attenti e gturadinghi a cio che andremo incontro. Buona notte

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  5. Amici cari che la morte ci colga "morti" è fuori discussione , che ci trovi vivi è una certezza...ma la paura del prima non giustifica lo sgomento del dopo!

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  6. A Caramella mia ! Solo tu potevi coniare unafrase così ".ma la paura del prima non giustifica lo sgomento del dopo!" Che sgomento sarà? Io sono curiosissima...non mi rassegno al nulla tutto finito ..stop. Vogli qualcos'altro...un'altra avventura. Se così non sara, cari amici miei, mi sentirere urlare dall'aldilà..perchè sarò incazzata nera!!! Ciao Caramè!

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  7. Urla forte Gala mia, per carità non mi chiamare tramite PC, sai che la tecnologia è il mio pane......
    Ma sono sicura che ad aprirti il portale ci sarò già io da secoli per darti il benvenuto!!!
    TVB , donna tremendamente Viva e Vegeta!

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  8. chissà quante risate quando arriverete mi farò...già vi vedo tutte e due che sgomitate per entrare per prime...ed io che dovro fare gli straordinari per farvi stare buone...nel mentre lasciate che vi auguri vita lunga e prospera.

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  9. ....io penso che l'uomo, pur essendo provvisto di facoltà diverse da altre specie animali, una fra tutte ci accomuna: la morte. Fine dell'esistenza. Fine assoluta di una vita organica ed inorganica. E oltre alle facoltà, esistono pure degli istinti. Il più marcato fra questi è quello della sopravvivenza, a salvaguardia della specie. E questo istinto per esplicare la sua funzione è come protetto da un altro istinto, che chiamiamo sentimento di paura. La paura della morte! Ma questa deve essere consapevole, altrimenti non avrebbe senso di essere. Morire per morte accidentale, non comporta nessuna paura a priori. E a posteriori non esiste che il nulla: la pace eterna. Quindi l'oscura signora, la morte, è fastidiosa quando si percepisce la sua immanenza. E il dolore fisico è quello più insopportabile da accettare. Ma questo a mio avviso è utile per confondere quello interiore...tutto è opinabile...un abbraccio alla oscura signora..e a voi tutti..

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  10. Cara Nella, la mia era un parafrasi per dire che mi auguro di vivere la vita fino all'ultimo istante e che la morte mi trovi impreparato e non in attesa della liberazione. Per il dopo nessuno sgomento, solo rimpianto per non poter più sapere "come va a finire" il romanzo evolutivo di cui noi siamo un istante.

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